Trapianto polmonare

Il trapianto polmonare è ormai una terapia affermata per pazienti con malattie polmonari gravi in fase molto avanzata e deve essere considerato quando tutte le altre possibilità terapeutiche sono state utilizzate senza successo e quando la prognosi e la qualità di vita possano essere radicalmente migliorate da questo intervento. Sia le tecniche in campo operativo e della narcosi, sia le terapie contro il rigetto e le infezioni si sono costantemente evolute e perfezionate. Di fondamentale importanza per un successo a lungo termine sono le cure postoperatorie. I risultati ottenuti nei centri specializzati sono oggi eccellenti.

Nel nostro Centro i risultati riferiti alla sopravvivenza sono allineati a quelli degli altri centri italiani. (Link con il Ministero Sanità per i dati statistici) A livello mondiale, si effettuano circa 1500 trapianti polmonari all’anno. Il nostro Centro dall'inizio della sua attività ha effettuato oltre 120 trapianti polmonari singoli o bilaterali. Il trapianto polmonare è comunque tuttora una terapia applicata raramente, se confrontato con il trapianto di altri organi quale il cuore o i reni. Quando è indicato un trapianto polmonare? Un buon numero di malattie che portano ad un trapianto polmonare riguardano anche pazienti giovani.

Queste malattie rendono i pazienti invalidi a tal punto che perfino le attività più semplici della vita quotidiana, come salire le scale o fare la doccia, diventano impossibili. Le malattie che possono richiedere un trapianto sono suddivise in tre gruppi: Malattie polmonari ostruttive: enfisema polmonare, BPCO,fibrosi cistica e altre malattie polmonari Malattie polmonari restrittive: fibrosi polmonare ed altre malattie interstiziali Malattie polmonari vascolari come l'ipertensione polmonare primitiva Il trapianto deve essere considerato quando il danno funzionale progredisce rapidamente o quando sia già molto grave.

L'età massima per la procedura è di 60 anni per il trapianto bilaterale e 65 anni per il trapianto polmonare singolo. Esistono controindicazioni che devono essere valutate dal Centro, rappresentate soprattutto da significative alterazioni funzionali di altri organi vitali quali cuore, fegato e rene o dalla presenza di neoplasie. Complicazioni I problemi principali che si presentano nel corso del primo anno dopo il trapianto sono le reazioni di rigetto e le infezioni. Un rischio maggiore di infezioni sussiste a causa dell’indebolimento del sistema immunitario, dovuto all’assunzione di medicamenti necessari per evitare il rigetto. Il decorso dopo un trapianto polmonare viene dettato soprattutto dalle complicazioni a lungo termine.

L’ostacolo principale che occorre superare per migliorare le speranze di vita è il rigetto cronico (bronchiolite obliterante). Le possibilità di riuscita La sopravvivenza un anno dopo un trapianto polmonare è da considerarsi buona, aggirandosi intorno all'80%. Due anni dopo il trapianto, il 70% dei pazienti trapiantati è ancora in vita. Come è stato accennato in precedenza, uno dei criteri di selezione per un trapianto è l’abbassamento della speranza di vita a meno di due anni; con un trapianto, sette su dieci pazienti possono sopravvivere. Oltre alla sopravvivenza, è importante che i pazienti possano godere di una migliore qualità di vita, dato che prima erano fortemente limitati nelle loro attività quotidiane, cosa che nella maggior parte dei pazienti si realizza.

Le cure postoperatorie

I pazienti sottoposti a trapianto dovranno assumere farmaci per il resto della vita. Si tratta di farmaci per evitare il rigetto ed altri per evitare infezioni polmonari. Per monitorare le funzioni dei polmoni e degli altri organi ed eventuali complicanze, dovranno sottoporsi a controlli regolari nel centro di trapianto, molto frequenti nei primi mesi. Prima di essere dimessi dall’ospedale, i pazienti vengono istruiti dall’équipe di trapianto a conoscere i medicamenti, le terapie da eseguire a casa, le eventuali complicazioni che si possono presentare, e devono saper osservare il proprio stato di salute. Ogni paziente deve essere informato sui problemi legati ad un trapianto (viaggi, igiene, alimentazione). Il primo anno dopo il trapianto è dedicato in gran parte alla prevenzione di complicanze come le infezioni e il rigetto acuto, attraverso esami e controlli fatti in regime di Day Hospital o tramite brevi ricoveri.